Presidente Mattarella, perché non risponde?

Insomma, Paolo Savona non è un rivoluzionario, ma sull’Unione europea non sempre è allineato con l’establishment. Seppur favorevole al processo di integrazione, è stato da subito un irriducibile critico dell’accordo di Maastricht che riteneva basato su parametri privi di base scientifiche e nocivi, poiché introducevano rigidità anziché promuovere la flessibilità necessarie per rendere davvero competitiva l’economia del Vecchio Continente. E lo ha dimostrato ancora una volta pubblicando, sul sito Scenari Economici,l’appello pubblico a Mattarella. Dai toni rispettosi ma dai contenuti forti.
Savona chiedeva se fosse vero che il capo del Quirinale avesse concordato con il presidente della Bce e con il ministro dell’economia e delle finanze italiano un accordo per cedere alla Ue la sovranità fiscale residua, come desiderato dalla Bundesbank. Detto in termini più semplici: l’Italia rinuncerebbe a decidere la propria politica fiscale, rinunciando anche a quei pochi margini di autonomia che le rimanevano.
Scriveva:
Invece di uscire dal paradosso di un non-Stato europeo formato da non-Stati nazionali si intende approfondire questa strana configurazione istituzionale, perché appare vantaggiosa a pochi paesi capeggiati dalla Germania.
Poiché la tesi del vantaggio che potremmo ricavarne è priva di fondamento, da tempo si insiste nello spargere terrore su quello che avverrebbe se l’euro crollasse, trascinando il mercato unico, aggiungendo la ciliegina della speranza che in futuro le cose andranno meglio e che si va facendo di tutto affinché ciò avvenga.
Vivere nel terrore del dopo e nelle speranze che le cose cambino, senza attivare gli strumenti adatti affinché ciò avvenga, non è posizione politica dignitosa.
E avvertiva Mattarella:
A ogni buon conto, se una tale scelta maturasse, Lei non potrebbe ratificarla, perché l’art. 11 della Costituzione dice chiaramente che l’Italia: consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Naturalmente diranno che la decisione risponde a queste condizioni (pace, giustizia e parità con altri Stati) ma, sulla base dell’esperienza fatta con la cessione all’Unione Europea della sovranità di regolare i mercati e di battere moneta, queste sono pure ipotesi, una vera truffa per taluni e un’ingenuità per altri, che né la scienza economica (mi passi il termine), né la politica, che pretese di scienza non ha mai avuto, possono asseverare.
Wow, una vera bomba.
Quando ho letto l’articolo mi sono detto: ora Mattarella risponderà. E invece… La prima settimana, nulla. Ho pensato: il Quirinale sarà ancora in vacanza. Poi è trascorsa una seconda settimana e una terza. Sempre e solo silenzio.
E allora mi chiedo: presidente Mattarella, perché non risponde? Non pensa che gli italiani abbiano diritto di sapere?
Basterebbero poche righe, non fosse che per rispetto di Savona e, naturalmente, del popolo italiano.
Suvvia, laddove la democrazia funziona, come in Svizzera, si usa. E in Italia? Non vorrà dirci che si fa finta di nulla…
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