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- I DIRIGENTI DELLE BANCHE CENTRALI HANNO GIÀ DISEGNATO IL CALVARIO PER CHI LASCIA LA MONETA UNICA: FRONTIERE BLOCCATE, LIMITI AI BANCOMAT, CONTROLLI VALUTARI ALLA DOGANA - ANCHE SE LE CANCELLERIE CIANCIANO CHE LA GRECIA “NON SI MOLLA”, LA NUOVA TORNATA ELETTORALE AD ATENE PUÒ ESSERE IL CAPOLINEA PER L’EURO - NON SI ESCLUDE DI SOSPENDERE L’ACCORDO DI SCHENGEN SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE FRA I 26 PAESI EUROPEI…
Eugenio Occorsio per "la Repubblica"
euro crisi
Severi limiti ai prelievi dai Bancomat, rigorosi controlli valutari
alle frontiere, radicali limitazioni alle libertà finanziarie. La storia
torna indietro: il peggior incubo per gli europei si materializza, la
libera circolazione dei capitali diventa un ricordo. Il piano esiste,
studiato in tutti i dettagli ed è pronto a scattare. Lo hanno discusso
segretamente i dirigenti dei ministeri del Tesoro e delle banche
centrali, probabilmente sotto l'avallo della Bce, analizzandone tutti i
particolari e le implicazioni.
euro crisiL'ha
rivelato ieri l'attendibile agenzia Reuters, con la precisazione che
questo scenario worst-case si applicherebbe "almeno alla Grecia" (ovvero
a tutte le transazioni da e per quel territorio) se Atene decidesse di
lasciare l'euro (o se a ciò venisse spinta da irrecuperabili situazioni
di mercato), lasciando però intendere che progetti segreti di emergenza
di questo tipo esistono ormai per tutti i Paesi a rischio, e forse non
solo per questi. Chi si sgancerà dalla moneta, Spagna o Italia o
chiunque altro, incorrerà nello stesso regime.
L'agenzia di stampa, con fairplay tutto britannico, è attenta nel sottolineare a chiare lettere che l'esistenza di questi piani non implica la loro attuazione, e anzi che nessuno degli
Official interpellati si è mai sognato di dare per sicura e neanche per probabile l'uscita della Grecia né di chiunque altro dall'euro, ma insomma la sostanza non cambia: l'Europa si sta preparando al peggio. Il ritmo di tale preparazione è aumentato dopo gli inconcludenti risultati delle elezioni greche del 6 maggio e in previsione della nuova tornata di domenica prossima, che potrebbe avere risultati ancora più sconfortanti.
bancomat
Tutto questo «rende necessario avere piani d'emergenza pronti a
scattare», hanno confermato alla Reuters "fonti dell'Unione europea". Le
quali insistono che malgrado nessuna decisione sia stata presa, «le
discussioni in seno al nucleo operativo dell'Eurogruppo costituito dai
viceministri delle Finanze e dai capi dipartimento del Tesoro, sono
scese fino all'ultimo dettaglio in una fitta serie di teleconferenze».
Non sono discussioni politiche, tengono a rimarcare le fonti
interpellate dalla Reuters, ma i tecnici hanno bisogno di essere
perfettamente preparati per ogni eventualità.
Fa da sottofondo a tutta questa mobilitazione una doppia consapevolezza. La prima è che se alle elezioni vince Syriza, il partito di estrema sinistra greco che ha detto di voler rinegoziare gli accordi con l'Ue e l'Fmi, si andrà inesorabilmente verso l'abbandono dell'euro. E la seconda certezza sembra essere quella che davvero se esce la Grecia, l'intera moneta ha i mesi contati. I caposaldi del piano d'emergenza sono le limitazioni all'attività finanziaria di cittadini e imprese, ma non solo.
GRECIA
È stata discussa anche la possibilità di sospendere l'accordo di
Schengen sulla libera circolazione fra 26 Paesi europei. Su questa così
come sulle altre misure in discussione è stata messa al lavoro una
task-force di giuristi internazionali per verificare le basi legali "di
provvedimenti così estremi", dicono sempre le fonti europee. D'altronde
nella stessa conference call del 21 maggio l'Eurogruppo aveva
raccomandato a ciascuno dei Paesi membri di preparare piani d'emergenza
pronti a scattare nel caso in cui la Grecia fossa uscita dalla valuta.
Manifesti Merkel-Hitler
E pochi giorni dopo il ministro belga delle Finanze, Steve Vanackere,
ha ribadito che «dobbiamo fare tutti gli sforzi per evitare l'exit
scenario ma questo non vuol dire che non dobbiamo essere pronti a
quest'eventualità». Quindi è «necessità di base per ogni Paese essere
preparato». Al problema non sono insensibili neanche i Paesi fuori
dall'euro: la Svizzera ha detto senza mezzi termini qualche giorno fa di
essere pronta a introdurre nuovi controlli sui capitali se qualcosa di
grave capita all'euro. E se lo dice la Svizzera c'è da aver paura.
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/euro-crac-i-dirigenti-delle-banche-centrali-hanno-gi-disegnato-il-calvario-per-chi-40159.htm


L'agenzia di stampa, con fairplay tutto britannico, è attenta nel sottolineare a chiare lettere che l'esistenza di questi piani non implica la loro attuazione, e anzi che nessuno degli
Official interpellati si è mai sognato di dare per sicura e neanche per probabile l'uscita della Grecia né di chiunque altro dall'euro, ma insomma la sostanza non cambia: l'Europa si sta preparando al peggio. Il ritmo di tale preparazione è aumentato dopo gli inconcludenti risultati delle elezioni greche del 6 maggio e in previsione della nuova tornata di domenica prossima, che potrebbe avere risultati ancora più sconfortanti.

Fa da sottofondo a tutta questa mobilitazione una doppia consapevolezza. La prima è che se alle elezioni vince Syriza, il partito di estrema sinistra greco che ha detto di voler rinegoziare gli accordi con l'Ue e l'Fmi, si andrà inesorabilmente verso l'abbandono dell'euro. E la seconda certezza sembra essere quella che davvero se esce la Grecia, l'intera moneta ha i mesi contati. I caposaldi del piano d'emergenza sono le limitazioni all'attività finanziaria di cittadini e imprese, ma non solo.


http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/euro-crac-i-dirigenti-delle-banche-centrali-hanno-gi-disegnato-il-calvario-per-chi-40159.htm
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